Recensione “IL DONO”, di Susanna Hawkwood

copertina de "Il dono", racconto di Susanna Hawkwood
Copertina de “IL DONO”, di Susanna Hawkwood.

Estratto

“Più tardi, decisamente più tardi, ormai nel mio comodo e caldo lettuccio profumato di bucato, sentii il coro sommesso dei lupi. Sembravano cantare sottovoce, come non avessero voluto disturbare le Valli addormentate.
Il loro canto cullava, struggente, attraversava le cime, i colli e i passi sotto la Luna, raccontando chissà quali storie che non potevo comprendere, povera forestiera ignorante.
Era la cosa più affascinante, commovente e grandiosa che avessi mai sentito.
Percepivo nella notte la presenza della Montagna, il suo silenzio dalla voce forte, il suo sguardo divinamente indifferente e allo stesso tempo di amorevole Madre che abbracciava la terra alle sue pendici.”

RECENSIONE

Cavalcando l’onda di temi socialmente attivi e forse anche un po’ delicati, “IL DONO” ci mostra un’interessante punto di vista sul comportamento di alcune persone, che escludono o trattano male chi è diverso da loro in qualche modo, oppure, di persone che, talmente timorose o cattive da non accettare altre realtà al di fuori della propria, magari manipolano il prossimo, per evitare che anche altri possano “spiccare il volo”.
Tutto questo, viene trasmesso con le variegate vicende comico-fantasy di Eva, una divertente giovane donna dislessica, dal passato turbolento e dal presente pieno di preoccupazioni. Ma sempre accompagnata e amata dal suo fidato gatto Micky e dal suo migliore amico Franco, un uomo stravagante, simpatico e gentile.
Eva è una donna molto razionale, o perlomeno, si sforza di esserlo il più possibile per cercare di “sopravvivere” al meglio in un modo nel quale non si sente di appartenere. All’improvviso Eva scopre di avere una zia tanto strana quanto simpatica, che sembra avere un approccio del tutto stravagante alla vita e alle cose. Infatti Greta (la zia), non conosce termini di uso comune come “semafori” o “Carabinieri” ma, conosce concetti magari altamente scientifici, oscuri al più della gente.
Oppure parla con le piante e crea sfere di luce… Chi è che non lo fa?
Eva parte con lei per raggiungere Valdombra, un misterioso posto nascosto tra le montagne. Un luogo  con una concezione della vita altamente futuristica (ma non perché si affidano esclusivamente alla tecnologia, anzi).
E’ un mondo fatto di campi di energia e di minerali e piante considerate come esseri viventi e non oggetti da decorazione, capaci di viaggiare e di vivere il tempo e le dimensioni in un modo molto diverso dal nostro. Ma non solo.
Susanna Hawkwood, oltre a voler far conoscere la dislessia a chi non ne ha mai sentito parlare, fornisce un ponte di riconoscimento e auto-ironia a chi invece la dislessia la conosce già, e ci presenta il mondo delle energie e della capacità umane prive di vincoli mentali.
Un mondo “mistico” e scientifico allo stesso tempo, composto anche da creature magari un po’ fantasiose ma sagge. Utili per comprendere meglio determinati concetti.

Sotto una trama divertente e particolare (anche se a volte leggermente confusionaria), veniamo coinvolti in concetti concreti che ci portano ad elasticizzare il cervello, per ricordarci che il mondo non è fatto solo di razionalità. Potrei addirittura definirlo un racconto di contro-informazione, ma con quel velo di Fantasy che rende tutto più scorrevole.
Una lettura senz’altro curiosa e studiata ma mai pesante, che vi consiglio di leggere!

Note sull’autrice

Susanna Hawkwood ha realizzato “IL DONO” inserendo alcune parti autobiografiche al personaggio principale Eva.

Dove trovare Susanna Hawkwood e “IL DONO”

Potete raggiungere l’autrice tramite la sua pagina Facebook “Susanna Hawkwood_Author” e trovare il racconto andando su Amazon.

 

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